
La signora che vestiva di nero con abiti non suoi di tre taglie piu' grandi.
Teneva legati i capelli, nascondeva le forme del suo corpo, se ne stava
sempre in disparte e difficilmente si udiva la sua voce. Ma aveva gli occhi
attenti, guardava, osservava, era curiosa e voleva parlare: però tutte le
volte che ci provava, la sua voce non arrivava.
Mai un no, sempre a disposizione; la vita scorreva e lei moriva un po' tutti
i giorni.
Poi all'improvviso, come un temporale estivo, dalla sua bocca silenziosa
queste parole (qualcuno le ha già sentite):
“Sono stata grande ed ho vissuto al contrario. Adesso grido la mia rabbia,
il mio dolore, la passione, il sentimento. Io voglio dire, dire. Mi dovete
un po' ascoltare, mi sono stufata di stare zitta: guardatemi e, cazzo,
chiedetemi se sono felice! Felice: che parolona, nessuno è veramente
felice. Ma vi siete accorti che ci sono, che esisto, che vi tendo una mano?
Non è sporca, toccatela/toccala! Ho avuto il coraggio l'incoscenza di
mettere al mondo una figlia a 17 anni per fare la bella copia di me, perchè
in fondo, diciamolo pure, io sono uno SCARABOCCHIO di donna. Ma adesso
basta!
Mi ricordo la prima cosa che ho fatto: via il nero vestito, ho sciolto i
miei bellissimi capelli lunghi, scuri, ho colorato di rosso passione le mie
labbra, ho indossato colore dalla testa ai piedi e…mi hanno notato. Adesso
la mia voce si sente, ma non sono cambiata dentro: io ho tanto amore da
dare, tante parole da dire, ma ho anche capito che io dovevo venir fuori: un
essere anonimo non lo vede nessuno, ma una pallina colorata e allegra la si
ascolta volentieri.
Io sono qui, non so quale strada prenderò, non so quanto tempo ho, ma non
voglio sprecare un minuto. Ho chiesto in alto di rallentare un po', solo un
pochino le mie lancette; ho chiesto per piacere, se mi veniva concesso di
assaporare un po' meglio l'amore, le persone. Ecco, per anni sono stata
dispersa, ma adesso che finalmente sono felice vorrei restare. Ecco, solo
questo, volevo dirvelo.”
Senza pretesa alcuna vi abbraccio tutti (lo so, è un abbraccio virtuale),
ma come dico sempre: meglio poco che niente!
monica